”La donazione di organi dopo la morte è un atto nobile e meritorio ed è da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà, richiamando al tempo stesso la necessità del consenso e il rispetto della dignità della persona”. A ribadirlo, citando il Catechismo della Chiesa cattolica, è stato il Papa, che oggi ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Incontro promosso dal Centro nazionale trapianti. “Occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano e di garantire ai trapianti criteri giusti e trasparenti”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “la medicina dei trapianti ci ricorda che la relazione di cura, di fiducia e di responsabilità reciproca costituisce una condizione imprescindibile perché il trapianto possa realizzarsi”, poiché “la possibilità stessa di salvare vite attraverso i trapianti dipende infatti dalla generosità dei donatori”. “Papa Francesco ha sottolineato che la donazione non si esaurisce nella sua utilità sociale, pur così importante, ma si configura come espressione della fraternità universale”, ha ricordato Leone, ribadendo che la donazione di organi “deve rimanere un atto gratuito, capace di testimoniare una cultura dell’aiuto, del dono, della speranza e della vita”: “È un richiamo quanto mai prezioso in un tempo in cui tutto rischia di essere valutato secondo la logica del prezzo, dell’efficienza o dell’interesse”, ha commentato il Pontefice.