“Siamo riuniti per ascoltarci e condividere, per sognare un’esistenza segnata dalla sequela del Maestro e dalla gioiosa testimonianza della sua carità. Non un ascolto unilaterale, quale può essere l’acquisizione di informazioni, di dati e analisi accurate della realtà, ma un tempo di confronto e di scambio su convinzioni e pareri, anche diversi. Con l’intento di trovare sintonia nello stile evangelico, sinergia nell’impegno delle forze, simpatia e passione nel guardare la vita del mondo. Senza sognare soluzioni facili per una realtà complessa, né cedere alla tentazione di diagnosi deprimenti, cercando di individuare rimedi incoraggianti”. Lo ha detto oggi mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, aprendo ad Assisi i lavori dell’assemblea regionale sul tema “Lievito di pace e di speranza nelle Chiese che sono in Umbria”. Don Giovanni Zampa, coordinatore della segreteria pastorale della Conferenza episcopale umbra, ha sottolineato che l’obiettivo dell’Assemblea è quello di confrontarsi e supportarsi sulla “transizione verso le nuove ‘determinazioni pastorali’ che stanno avvenendo nelle diocesi umbre e che rappresenta una delle sfide più delicate del nostro tempo. Tale processo non può e non deve essere interpretato come una riforma burocratica guidata da criteri di efficienza logistica o di sopravvivenza numerica. Si tratta, al contrario, di un esercizio di ‘camminare insieme’, dove l’integrazione diventa un’occasione di arricchimento reciproco piuttosto che di annullamento delle specificità locali”. Hanno poi preso la parola i delegati delle otto diocesi umbre, che hanno esposto le buone prassi sinodali messe in campo a Perugia-Città della Pieve, Città di Castello, Gubbio, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno, Spoleto-Norcia, Orvieto-Todi e Terni-Narni-Amelia. La nascita della sinergia pastorale, che hanno assunto denominazione diverse nelle diocesi (pievanie, cicarie, comunità pastorali, unità pastorali) derivata dalle riforme diocesane, ha fatto emergere che, “pur nella virtuosa finalità di un approccio pastorale più efficiente e condiviso, nelle zone dove si è intrapreso un cammino di comunione le diverse identità sono fiorite”, sottolinea una nota al termine dei lavori durante i quali è emerso come in varie parti dell’Umbria la responsabilità pastorale delle comunità sia affidata collegialmente a presbiteri e laici, permettendo così di “vivere la dimensione familiare e fraterna della fede”. Altresì è stato evidenziato come “sia necessario camminare insieme, senza cancellare la memoria e le tradizioni di ciascuna comunità: l’unità non significa uniformità, ma rispetto e condivisione; l’integrazione richiede coraggio di scelte nette e concretezza nell’attuazione”. La mattinata si è conclusa nei 17 tavoli di lavoro che hanno affrontato cinque piste di riflessione sullo sviluppo della convivenza sociale e la costruzione di un popolo in cui le differenze “si armonizzino all’interno di un progetto comune, quali possano essere elementi di lievito di pace e speranza, cosa chiedono gli umbri alla Chiesa, quali scelte compiere per essere autentiche comunità sinodali”. Attese nel pomeriggio le relazioni del vescovo Gualtiero Sigismondi, su “Comunione e missione”, e del vicedirettore editoriale del media vaticani, Alessandro Gisotti, sulla sfida di “Dire oggi la Chiesa al mondo”. La giornata assembleare culminerà con la celebrazione eucaristica, nella basilica superiore di Assisi, al cui termine ci sarà la venerazione e la preghiera dei delegati alle spoglie di san Francesco, nella basilica inferiore.