Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa hanno annunciato nei giorni scorsi l’imminente avvio dei lavori di restauro nella Grotta della Natività, a Betlemme. Questa iniziativa, si legge in una nota congiunta, “con la fraterna cooperazione del Patriarcato apostolico armeno ortodosso, si svolge sotto gli auspici della Presidenza dello Stato di Palestina, in conformità al decreto presidenziale sul restauro della Grotta della basilica della Natività per l’anno 2024 e nel rispetto dello storico Status Quo che regola i Luoghi Santi”. Il restauro, fa sapere la nota, sarà eseguito dalla ditta italiana “Piacenti” di Prato, già incaricata del recente intervento di riabilitazione della basilica della Natività, “garantendo continuità di metodo, di maestria artigianale e di sensibilità artistica nei confronti di un sito dal valore sacro senza pari. Le preparazioni preliminari sono state completate e i lavori sono ormai prossimi all’inizio. Oltre agli interventi nella Grotta, il progetto comprende misure di consolidamento tecnico in sezioni adiacenti, riflettendo sia l’unità architettonica del santuario sia lo spirito di cooperazione che lo preserva per l’intera umanità”. Questo progetto “incarna un impegno cristiano unitario volto a custodire il patrimonio spirituale, storico e culturale della Santa Grotta per le future generazioni, e a tutelare la dignità di un luogo in cui l’annuncio cristiano ha assunto forma visibile e dove, nel corso dei secoli, i fedeli di ogni nazione si sono raccolti in pellegrinaggio. Attraverso questo sforzo collettivo, le Chiese di Gerusalemme proteggono l’eredità evangelica loro affidata e garantiscono che i fedeli di tutte le tradizioni possano continuare a venerare il luogo della nascita di Cristo con riverenza”.