Leone XIV: messaggio di Mattarella, “l’Italia ripudia la guerra” e “offre il suo contributo per la composizione dei conflitti in corso”

“L’Italia – che per il suo stesso ordinamento costituzionale ‘ripudia la guerra (…) come mezzo di risoluzione delle controversie’ tra gli Stati – resta fermamente impegnata a offrire il suo contributo per la composizione dei conflitti in corso, portare sollievo in situazioni di crisi umanitaria, preservare un ordine internazionale basato sul diritto”. Lo ribadisce il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Leone XIV, in occasione della 59ª Giornata mondiale della pace.
“La legge della ragione e della giustizia, non quella del più forte e del più temerario, torni a essere regola delle relazioni internazionali, cifra distintiva di un multilateralismo efficace, aperto e inclusivo”, l’auspicio espresso dal Capo dello Stato: “Questo assetto, sorto dopo le tragedie del secolo scorso, speranza concreta di superare una volta per tutte una condizione senza regole nella condotta delle relazioni internazionali, è oggi messo a dura prova dal disprezzo delle più elementari norme della convivenza civile, del diritto delle genti, di quello umanitario”. “Come Vostra Santità ha evidenziato, se vogliamo la pace dobbiamo avere ‘istituzioni di pace’, insieme a quella che è stata definita ‘la via disarmante della diplomazia’. A tali indispensabili strumenti – prosegue il presidente – occorre aggiungere la formazione dei giovani e la diffusione di un’autentica educazione alla pace, poiché – come raccomandava sant’Agostino e Vostra Santità ci ha ricordato nel suo Messaggio – ‘se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi’”. Per Mattarella, “si tratta di un impegno che riguarda tutti e ciascuno. Parte dal cuore, disarmando anzitutto il linguaggio, e rifiutando una comunicazione aggressiva e provocatoria, per concentrarsi invece su condotte individuali e collettive che prediligano l’ascolto, anche di quanti faticano a dare voce alle proprie ragioni o non dispongono delle medesime risorse di chi può propagandare tra moltitudini di seguaci digitali le proprie opinioni e con esse, talvolta, poco più che la propria vanità”. “Nel ringraziare per questo Suo Messaggio, che ci induce a riflessioni profonde e ci sarà di guida nell’anno appena iniziato, rivolgo a Vostra Santità i miei più sinceri auguri per la feconda prosecuzione dell’alto magistero petrino”, conclude Mattarella.

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