“Purtroppo ha il sapore della ‘beffa’ denunciare, proprio nel mese appena cominciato di settembre in cui la Chiesa universale celebra ogni anno il Tempo del Creato, i danni ingenti alla qualità dell’aria e la seria preoccupazione della gente per la salute, dopo il rogo divampato nei giorni scorsi in uno stabilimento adibito allo stoccaggio e al riciclo dei rifiuti nell’aria Pip di Airola, in provincia di Benevento; incendio i cui effetti sono ancora in atto, e da giorni si respira diossina, nonostante i ‘dati rassicuranti’ dell’Arpac!”. A denunciarlo è il vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana (Cec), mons. Antonio Di Donna.
“È davvero intollerabile essere, ancora oggi, costretti a registrare gli effetti devastanti di una ‘tragedia annunciata’ quale è il rogo di un deposito già sotto sequestro, e tante volte segnalato come una vera e propria ‘bomba ecologica’”, afferma mons. Di Donna.
“Da vescovo della diocesi di Acerra – nel cui territorio insistono i comuni della Valle di Suessola: Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta e fortemente interessati dalle conseguenze del rogo, motivo per il quale abbiamo dovuto annullare il pellegrinaggio e la Messa per il Creato in programma domenica prossima a San Felice a Cancello – e in qualità di presidente della Conferenza episcopale campana, esorto i cittadini a continuare a denunciare in maniera tempestiva le situazioni di rischio per l’ambiente, mentre agli organi preposti chiedo di prendere sul serio tali denunce e prevenire ulteriori e futuri disastri”, le parole del presule.
Nella gravità del momento da mons. Di Donna va “un immenso grazie va ai Vigili del Fuoco e alla Protezione civile per l’opera immane che stanno compiendo al fine di contenere i danni”.
Alle Istituzioni il vescovo ribadisce con forza l’appello: “Fate presto, evitate ritardi e intervenite con azioni efficaci!”.
“Dimostriamoci tutti all’altezza della consegna lasciateci da Papa Leone lo scorso maggio ad Acerra: abbandoniamo definitivamente ‘l’indifferenza»’ e continuiamo a scegliere ‘la responsabilità’, per diventare davvero ‘noi stessi la risposta; una comunità unita, nella fede e nell’impegno’. E ‘la vita allora si moltiplicherà'”.