Diocesi: mons. Fanelli (Melfi-Rapolla-Venosa) sui minori migranti, “una casa per ogni bambino”

“Accogliere un bambino a scuola significa aprire una porta all’apprendimento della lingua, al riconoscimento della propria storia, alla costruzione di amicizie e alla partecipazione alla vita comunitaria”. Lo scrive mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, nella lettera “Una casa per ogni bambino”, rivolta alla diocesi e al territorio del Vulture-Melfese in vista della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domani. Riprendendo il messaggio di Papa Leone XIV, dedicato ai minori, il presule invita a guardare al fenomeno migratorio dal punto di vista dei bambini, “tre volte fragili: perché stranieri, perché bambini e perché più vulnerabili”, spostando il centro del dibattito “sulla tutela piena e immediata dei diritti umani”. Accanto alle istituzioni, osserva, vi sono attori decisivi “spesso meno visibili: le piccole comunità e le scuole”, dove “la protezione si trasforma in accoglienza quotidiana e l’integrazione diventa esperienza concreta”. Le scuole, in particolare, sono “luoghi fondamentali di inclusione”: di qui l’invito a investire nella formazione degli insegnanti e ad attivare in modo sinergico fondi per l’accoglienza diffusa, l’integrazione scolastica, i corsi di lingua e l’orientamento professionale. Protezione, accoglienza e integrazione, conclude mons. Fanelli, “avvengono nei cortili delle scuole, nei centri parrocchiali, nelle biblioteche comunali, nelle case di famiglie che aprono la loro porta”.

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