La Fao ha avviato in Sudan una campagna nazionale di vaccinazione del bestiame per proteggere 9,8 milioni di animali e sostenere i mezzi di sussistenza di 1,2 milioni di famiglie che possiedono bestiame, in un Paese segnato dal conflitto, dagli sfollamenti e dalla crisi alimentare. La campagna 2026-2027, lanciata nello Stato del Nilo Azzurro orientale durante la visita in Sudan del direttore dell’Ufficio emergenze e resilienza della Fao, Rein Paulsen, coprirà tutti i 18 Stati del Paese. Il patrimonio zootecnico sudanese è stimato in 115,4 milioni di animali e rappresenta una fonte essenziale di reddito e alimentazione per milioni di famiglie agro-pastorali. Il conflitto iniziato nell’aprile 2023 ha però danneggiato infrastrutture veterinarie e sistemi di sorveglianza. Le perdite nel settore sono stimate dalla Fao in quasi 3 miliardi di dollari. Tra ottobre 2025 e luglio 2026 l’organizzazione ha vaccinato 8,4 milioni di animali, raggiungendo circa 537mila famiglie. La nuova campagna sarà affiancata dalla distribuzione di voucher per mangimi e sali minerali. La Fao sottolinea che proteggere il bestiame significa garantire cibo, latte e reddito alle famiglie più vulnerabili, mentre la produzione nazionale di cereali resta del 22-25% inferiore alla media degli ultimi tre anni. Pesano però la scarsità di risorse e i rischi climatici. Il portafoglio di emergenza e resilienza della Fao in Sudan dispone di 44,1 milioni di dollari rispetto ai 193 milioni richiesti per il piano 2026-2028. Solo l’11% del fabbisogno per l’agricoltura d’emergenza è stato finanziato, spingendo la Fao a chiedere maggiori investimenti per proteggere la produzione agricola e l’allevamento.