Sei operatori dell’Unrwa-Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi e alcuni civili sono stati uccisi in un attacco israeliano contro una scuola di Gaza che ospitava famiglie sfollate. Dall’inizio della guerra tra Hamas e Israele, nell’ottobre 2023, sono almeno 220 gli operatori dell’Unrwa uccisi nella Striscia. Il commissario generale ad interim dell’agenzia, Christian Saunders, denuncia che la sicurezza del personale umanitario, delle strutture e delle operazioni è stata “apertamente ignorata” dall’inizio del conflitto. “Più a lungo prevarrà l’impunità, più il diritto internazionale umanitario e le Convenzioni di Ginevra diventeranno irrilevanti”, ha affermato. Secondo l’Ocha-Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, dalla tregua del 10 ottobre 2025 le autorità locali hanno riferito di 1.334 morti e 4.429 feriti nella Striscia. 9 persone su 10 risultano sfollate internamente e gli attacchi continuano a provocare vittime, distruzioni e nuovi spostamenti. L’Oms-Organizzazione mondiale della sanità stima inoltre che circa una persona su 4 necessiti di cure acute e continuative. Anche in Libano cresce la preoccupazione dell’Onu. I caschi blu della Unifil-Forza interinale delle Nazioni Unite hanno registrato attività militari israeliane sul territorio libanese, nello spazio aereo e nelle acque territoriali. Tra giovedì e domenica sono stati osservati droni israeliani sganciare contenitori riempiti di esplosivo vicino ad Al Mansuri, con almeno 9 detonazioni nella sola giornata di sabato. Nello stesso periodo Unifil ha registrato almeno 32 attacchi aerei nella propria area di operazioni e numerose violazioni dello spazio aereo libanese.