“Non basta fornire conoscenze e abilità operative; occorre proporre ragioni di vita e di speranza, capaci di stimolare partecipazione e impegno”. Così mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, si è rivolto in una lettera indirizzata agli studenti, insegnanti, dirigenti e personale scolastico alle prese con l’inizio del nuovo anno. “Il proverbiale “pezzo di carta” non solo serve a poco – continua mons. Giulietti -, ma non è più sufficiente a motivare nessuno a dare il meglio di sé. Il compito principale di ogni istituzione educativa – della famiglia, in primo luogo, e poi della scuola – è quello di aiutare a crescere per diventare sé stessi e trovare il proprio posto nel mondo: questo non è possibile se nei protagonisti della comunità scolastica manca la passione”. L’arcivescovo ha poi sottolineato: “quando in una scuola arriva un dirigente appassionato, tutti si ritrovano a far meglio il proprio lavoro; quando un insegnante fa trasparire la passione per la materia e per gli alunni, suscita curiosità e impegno; quando in una classe ci sono studenti che amano quello che fanno, i risultati non tardano a venire, perché ciascuno darà il meglio di sé”. Mons. Giulietti ha ricordato l’appuntamento con la “Settimana della scuola”: sette giorni di incontri e approfondimenti per capire quanto sia importante la scuola e come poterla rendere migliore. Si terrà dal 3 al 9 maggio e si parlerà di “passione educativa”. L’evento sarà un’occasione per riflettere anche sulla realtà dell’alfabetizzazione nel mondo: diritto negato a molti bambini e bambine in diversi paesi della Terra.