Sparare non solo ai giornalisti, ma anche agli influencer, e comunque a coloro che hanno un qualche ruolo nella costruzione dell’opinione pubblica. Accade in Messico, nello Stato del Sinaloa, nel nordovest del Paese, feudo del celebre “cartello” dei narcos, e in particolare nella capitale, Culiacán, una delle città più violente del mondo. César Gastélum era un noto influencer, martedì stava girando un video per TikTok, social nel cui ambito aveva 500 mila follower, quando è stato avvicinato da due uomini in motocicletta, e uno dei due gli ha sparato alla testa. Tutto trasmesso in diretta, e rimasto per un certo tempo nella piattaforma social, dalla quale, poi, il video è stato rimosso.
Quello di Gastélum non è un caso isolato. Il suo nome si aggiunge a una decina di altri influencer assassinati nell’ultimo biennio, da quando il Sinaloa si è trasformato nel teatro di una guerra senza esclusione di colpi tra cartelli. Come rivela il quotidiano locale El Debate, nonostante le forze statali e federali abbiano dispiegato operazioni per indebolire le strutture criminali attraverso il sequestro di armi ad alto potenziale, migliaia di cartucce, veicoli con blindatura artigianale, esplosivi, accampamenti clandestini e l’arresto di presunti membri di gruppi criminali, la violenza ha mantenuto la sua presenza con 22 persone assassinate tra il 27 luglio e il 2 agosto. Dall’inizio dell’anno, 166 persone sono state uccise o ferite da colpi d’arma da fuoco, anche se il dato è in leggera diminuzione rispetto al 2025. Anche la Chiesa locale partecipa alle iniziative governative per la consegna volontaria di armi, che avvengono davanti alle chiese. Difficile, nel contesto di terrore, avere in questi giorni dichiarazioni dirette. L’influencer Gastélum non aveva ricevuto minacce, e non sembrava una persona a rischio: “Ma spesso – rivela una fonte del Sir – si uccide senza un motivo reale, in modo spettacolare, per suscitare terrore tra la gente, e ribadire il potere dei cartelli e dei gruppi criminali, si tratta di esibizioni ‘muscolari’ per molti aspetti ‘gratuite’”.