Ridare centralità ai cittadini, ai corpi intermedi, alla partecipazione e al bene comune per rafforzare la democrazia italiana. È il messaggio emerso dall’incontro “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni”, svoltosi ieri pomeriggio all’Istituto Luigi Sturzo, a due anni dalla conclusione della 50ª Settimana sociale dei cattolici di Trieste. Il confronto ha rilanciato il ruolo dei corpi intermedi nell’affrontare sfide come povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze e disaffezione verso la politica. Nel messaggio inviato ai partecipanti, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha invitato a non fermarsi alla denuncia della crisi della democrazia ma a costruire “laboratori di cultura democratica”.
Nel suo intervento, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli ha evidenziato come la crescente astensione elettorale sia il sintomo di una crisi più profonda: “L’astensionismo nasce dalla sfiducia nelle istituzioni, dall’aumento delle diseguaglianze, dagli squilibri sociali, dalle aspirazioni e dai diritti negati. La democrazia è sempre legata alle domande sociali: vive dello scarto tra aspettative, promesse e realtà e cresce nella fatica delle famiglie lasciate sole. Oggi assistiamo al diffondersi di forme di individualismo che alimentano il populismo, ma non costruiscono un popolo”. Per questo, ha spiegato, le Acli rilanciano una riforma della vita democratica che non si esaurisca nella legge elettorale ma rafforzi gli strumenti della partecipazione: partiti realmente democratici e radicati nei territori, assemblee partecipative capaci di coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche, una nuova attenzione alla formazione politica e alla funzione educativa dei corpi intermedi. “Le regole della democrazia appartengono a tutti e non possono essere patrimonio della sola maggioranza del momento. Anche la legge elettorale deve nascere da un’ampia condivisione e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, rafforzando il rapporto tra eletti ed elettori. La stabilità è un valore, ma non può essere costruita mortificando la rappresentanza parlamentare né concentrando il potere nelle segreterie dei partiti o nella figura del leader, dimenticando la centralità del Parlamento”.
Al termine dell’incontro, le organizzazioni presenti hanno ribadito l’impegno a proseguire il confronto per promuovere una democrazia fondata su fiducia, partecipazione e responsabilità condivisa. Al dibattito hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Azione Cattolica, Giuseppe Notarstefano, rappresentanti di Agesci, Comunità di Sant’Egidio, Compagnia delle Opere, Comunità Papa Giovanni XXIII, Ordine Francescano Secolare, Movimento Cristiano Lavoratori, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e Movimento Politico per l’Unità. Presenti anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5S Giuseppe Conte e i parlamentari Toni Ricciardi, Paolo Ciani, Enrico Borghi e Graziano Delrio.