Almeno 3.535 persone sono morte e 16.740 sono rimaste ferite in seguito ai terremoti del 24 giugno in Venezuela, secondo l’ultimo bollettino pubblicato ieri dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez. Da giovedì scorso, ormai non si registrano ufficialmente persone trovate vive tra le macerie, mentre le persone di cui non si hanno notizie sono almeno 30 mila. Nel Paese, ieri, c’è stato un re-inizio di normalità, con il ritorno alle lezioni e al lavoro in vari Stati, mentre nello stato costiero di La Guaira e in altre delle regioni più colpite le squadre di soccorso e sicurezza avanzano con la rimozione delle macerie e il recupero dei corpi.
Sebbene a Caracas e in alcuni Comuni degli Stati di Miranda, La Guaira, Falcón, Carabobo e Aragua le lezioni siano sospese, negli altri 18 Stati del Paese il Ministero dell’Educazione ha ordinato, infatti, la ripresa delle attività scolastiche, come fa sapere il portale cattolico enviglia.info.
A Caracas, nei quartieri colpiti si avanza con la rimozione delle macerie e ad Altamira, di fatto, i resti di un edificio sono già stati totalmente raccolti, lasciando il terreno vuoto. Gli abitanti della capitale sono usciti sin dalle prime ore del mattino per lavorare, mentre alcuni cominciano a valutare le riparazioni delle pareti fessurate nelle loro abitazioni.