Perù: card. Castillo, “situazione catastrofica, condizione umana e dignità in pericolo”

Un forte allarme sul contesto culturale e politico del Perù e, più in generale sul contesto continentale e internazionale, è stato lanciato ieri dal cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima e primate del Perù, durante la celebrazione eucaristica per il 205º anniversario dell’indipendenza. Sempre ieri, c’è stato il giuramento della presidente eletta, Keiko Fujimori, che ha iniziato ufficialmente il suo mandato.
Tra i concelebranti, in cattedrale, mons. Fermín Emilio Sosa, delegato speciale della Santa Sede, mons. Paolo Rocco Gualtieri, nunzio apostolico in Perù e i vescovi ausiliari di Lima. “Come si ben si è detto in questi giorni, siamo in una situazione ‘catastrofica’; non tanto per gli indicatori economici, ma perché la condizione umana e la sua dignità sono in sommo pericolo. Una tragedia umana e sociale dove i diversi gruppi di interesse cercano di far prevalere la loro ambizione di arricchimento illecito e di potere assoluto”, la denuncia del cardinale, secondo il quale “personalità e gruppi arroganti, di molto denaro e potere, pretendono di spartirsi il mondo come bottino cambiando la mappa mondiale”.
La situazione del Perù “non si può separare da questa catastrofe nella quale è entrato il mondo e, pertanto, le cose si possono iniziare a risolvere con atteggiamenti di fondo e pacifici che si stanno già promuovendo in tutti i popoli”. Ciò nonostante, molti sono i mali che si verificano nel Paese, “come il sicariato e l’estorsione, che scuotono la nostra sicurezza, impongono la violenza che attraversa la nostra vita quotidiana e si esercita da diversi settori del potere. Interessi meschini brulicano da tutte le parti: linguaggi, pregiudizi e disprezzi, ambizioni e gelosie, ci corrodono. Nella nostra America Latina, impulsi colonialisti e autoritari fanno sì che corriamo il rischio di tornare a un passato che smentisce le due parole iniziali del nostro inno: ‘Siamo liberi’”. Ha concluso il cardinale: “Preghiamo Dio affinché, con la sua ispirazione, possiamo affrontare e risolvere prontamente, ma profondamente questa catastrofe, che non consiste solo nell’essere un Paese diviso, ma, soprattutto, un paese maltrattato. Un progetto annientatore dell’umanità non può essere accettato nella nostra patria, sostituendolo con efficienze disumane che vedono solo il guadagno e attribuiscono tutti i mali ai più poveri”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori