Domiciliari per tossicodipendenti: Squillaci (Fict), “un passo di civiltà. Ogni giorno in più di carcere è un giorno perduto”

(Foto Fict)

La Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict Ets), che riunisce oltre 600 servizi attivi in tutta Italia nell’ambito delle dipendenze e dell’inclusione sociale, accoglie con soddisfazione l’approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati del disegno di legge recante disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti.
“Per noi ogni giorno in più di carcere per una persona tossicodipendente è un giorno di troppo, è un giorno perduto”, dichiara Luciano Squillaci, presidente della Fict Ets. “Con questa legge si compie un passo importante nella direzione giusta: riconoscere che la risposta alla dipendenza non può essere il carcere, ma un percorso terapeutico serio, costruito insieme alla rete dei servizi territoriali e alle comunità terapeutiche”.
Per la Federazione, l’approvazione della riforma rappresenta un segnale importante di attenzione verso migliaia di persone per le quali la pena deve poter coniugare responsabilità, cura e reinserimento sociale, nel pieno rispetto della funzione rieducativa prevista dall’articolo 27 della Costituzione.
La Fict Ets esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Parlamento e dal Governo nel portare a compimento una riforma attesa da anni dal mondo delle dipendenze e dell’esecuzione penale, che valorizza il ruolo delle comunità terapeutiche quali luoghi di cura, responsabilizzazione e reinserimento.
“In quest’ultimo anno ci siamo confrontati più volte con il Governo, attraverso la mediazione del Dipartimento Politiche contro la droga e il sottosegretario Alfredo Mantovano – prosegue Squillaci – e abbiamo condiviso miglioramenti importanti del disegno di legge. All’interno del provvedimento normativo approvato oggi ci sono scelte estremamente coraggiose, frutto di un dialogo che non è mai venuto meno, e che vanno nella direzione di offrire alle persone una concreta possibilità di recupero, ridurre la recidiva e costruire maggiore sicurezza per tutti”.
Attraverso la rete dei propri servizi la Fict Ets mette a disposizione l’esperienza maturata in oltre trent’anni di collaborazione con il Ssn, la magistratura e l’amministrazione penitenziaria, accompagnando ogni anno migliaia di persone in percorsi di cura, riabilitazione e reinserimento sociale.
“Questa norma non è una ‘svuota carceri’ – dice Squillaci -. Le comunità terapeutiche non sono, non possono e non debbono diventare una mera alternativa al carcere, sono servizi sanitari accreditati nei quali si realizzano percorsi terapeutici individualizzati. Siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto, purché il percorso mantenga la sua natura terapeutica e riabilitativa e non si riduca a un semplice trasferimento della pena”.
La Federazione auspica ora una rapida attuazione della riforma, accompagnata da adeguati investimenti in favore dell’intera rete dei servizi territoriali, affinché le nuove disposizioni possano tradursi in opportunità concrete per le persone con dipendenze e in un beneficio reale per il sistema penitenziario.
“Ora è fondamentale dare piena attuazione alla riforma – conclude Squillaci -. Oggi vince l’idea che la cura può essere più forte della detenzione quando una persona decide davvero di cambiare. Le nostre comunità sono pronte ad accompagnare questo cambiamento con competenza, responsabilità e umanità, perché investire nella cura significa investire nella sicurezza, ridurre la recidiva e offrire alle persone una concreta possibilità di ricostruire la propria vita”.

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