Migranti: Emergency, iniziato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando. “Servono soluzioni strutturali per i braccianti”

Tendopoli San Sebastiano (foto: Davide Preti, Emergency)

È iniziato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro in Calabria. Il provvedimento dà attuazione ai decreti 228 e 238 del 6 e 23 marzo 2026, inseriti nell’ambito del “Decreto Caivano” convertito in legge il 13 novembre 2023 e presentato dal Governo Meloni come risposta al disagio giovanile e alla criminalità nelle periferie italiane. Nei prossimi giorni circa cento persone saranno sgomberate dall’insediamento informale di San Ferdinando e alcune di queste saranno ricollocate nelle Palazzine di Rosarno.
Il superamento del modello della tendopoli, realizzata quasi quindici anni fa dal Ministero dell’Interno come soluzione emergenziale, “è in sé uno sviluppo positivo – afferma Emergency, che lavora nella tendopoli dal 2011 -, ma la mancanza di percorsi certi, individualizzati e di lungo periodo per gli abitanti rischia di riprodurre, ancora una volta, marginalità, esclusione e ghettizzazione. Le gravi condizioni igienico-sanitarie in cui le persone sono state costrette a vivere per anni – senza acqua potabile e corrente elettrica – sono infatti l’esito di un percorso di accoglienza fallimentare, deterioratosi nel tempo fino al completo abbandono istituzionale”.
Emergency continua a chiedere “soluzioni strutturali per le persone che lavorano nel territorio della Piana di Gioia Tauro”. Si tratta di braccianti che risiedono stabilmente da anni in Italia, in regola con le norme vigenti in materia di immigrazione.

Tendopoli San Sebastiano (foto: Davide Preti, Emergency)

“A oggi – precisa -, gli enti competenti non hanno ancora illustrato quali misure intendano adottare nei prossimi mesi, in vista di una nuova stagione di raccolta e l’arrivo di centinaia persone migranti che, ogni anno, lavorano nella Piana di Gioia Tauro come braccianti agricoli. Una pianificazione prevedibile, trasparente ed efficiente è essenziale per prevenire la rinascita di insediamenti informali e offrire alternative abitative valide, sicure e dignitose ai lavoratori stagionali che si muovono nel territorio italiano”. Invece finora “molte persone che vivono nella tendopoli non sanno ancora quando verranno trasferite, dove saranno ricollocate e con quali garanzie di continuità rispetto al lavoro, alla residenza, ai servizi e alla propria vita quotidiana”.

Tendopoli San Sebastiano (foto: Davide Preti, Emergency)

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