“Il campanile, con il suo suono, è segno di riconoscimento e di appartenenza di un popolo. Spero che Frosinone sappia apprezzare e riconoscere il restauro di questo campanile. Grazie al sindaco e a chi si è adoperato in tal senso”. Lo ha detto ieri pomeriggio l’arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, mons. Santo Marcianò, dopo aver benedetto il campanile della Cattedrale di Frosinone, restituito alla città dopo i recenti lavori di restauro e messa in sicurezza. Il campanile della Cattedrale di Santa Maria non è solo il punto più alto di Frosinone, con i suoi 62 metri che si aggiungono all’altitudine di 291 metri sul livello del mare del capoluogo ciociaro, ma anche il simbolo della città, che ora è tornato a brillare, restituito per l’appunto alla città, dopo i recenti lavori di sistemazione e restauro, si legge sul sito della diocesi. Dopo il saluto del sindaco, Riccardo Mastrangeli, mons. Marcianò ha impartito la benedizione. Il campanile è del 1500, in stile romanico, ed è sormontato da un cupolino a pianta ottagonale. Caratteristica è l’apertura di tre ordini sovrapposti di bifore con arco a tutto sesto, sorrette da colonnine in marmo bianco. Prima della seconda guerra mondiale, alcune finestre erano state murate, ma riaperte nel dopoguerra. Proprio durante la guerra, il campanile resse ai terribili bombardamenti su Frosinone, con un solo foro su uno dei grandi orologi che lo adornano.