“La verità è che questa è stata un’esperienza davvero tanto forte nella mia esistenza, nella mia vita. Prima l’esperienza personale di vedere che pensavo già fosse l’ultimo giorno; già quando hanno iniziato a cadere tutte le cose e pensavo fosse ormai la fine, ho detto «Signore, eccomi qui». Praticamente mi sono lasciato andare a Dio e beh, il Signore mi ha dato l’opportunità di continuare. Per questo ora, con speranza, si inizia a rendersi conto di tutte le cose buone che stanno accadendo in mezzo alla malvagità, in mezzo alla difficoltà, in mezzo al dolore, in mezzo alla testimonianza di così tanta gente”. Ad affermarlo mons. Pablo Modesto González Pérez, vescovo di La Guaira, la diocesi venezuelana più colpita dal terremoto, intervistato dal portale cattolico Envigilia.info. “In fondo – prosegue -, si vede in questi giorni come si possono canalizzare le cose; ci sono energie che abbiamo e che a volte si canalizzano verso il male, invece possiamo vedere che c’è molta gente che sta canalizzando il bene. Abbiamo sentito moltissima solidarietà da parte di molta gente”. Quindi, l’ulteriore auspicio: “Dobbiamo crescere nella capacità di organizzazione affinché tutta quella bontà arrivi. Non abbiamo ancora strumenti sufficienti, ma credo che una cosa da sottolineare sia che speriamo che quel sentimento di solidarietà che hanno mostrato in questi giorni si trasformi in una realtà perenne, non solo per le emergenze, ma nella vita quotidiana”. Il vescovo ha chiamato tutti i sacerdoti, riunendoli nella sede della Conferenza episcopale, a Caracas, affinché potessero condividere la loro esperienza, parlare, e sfogarsi.