Cresce l’allarme per l’aumento di aggressioni verbali e fisiche contro cristiani nella Città Santa. L’ultimo episodio è la brutale aggressione subita nei giorni scorsi da una suora francese, condannata con fermezza dal Patriarcato Latino di Gerusalemme. Secondo la Chiesa locale, l’episodio si inserisce in un quadro più ampio di violenze riconducibili a frange estremiste dell’ebraismo, particolarmente attive nelle aree del Monte Sion e della Città Vecchia di Gerusalemme. “Non è un caso isolato”, ha affermato mons. William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino, in un’intervista televisiva ripresa dal sito abouna.org. “Ci troviamo di fronte a una scena che si ripete, frutto dell’azione di un piccolo gruppo ideologico pieno d’odio”. Alla radice di queste violenze, ha spiegato il presule, vi sono “razzismo religioso e un’educazione impropria che trasforma il diverso in un nemico da eliminare”. La suora aggredita, è una ricercatrice della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme dei Padri Domenicani, “è stata colpita unicamente perché religiosa”, ha denunciato mons. Shomali, definendo “brutale” l’attacco . Il Patriarcato rinnova l’appello alle autorità israeliane affinché garantiscano sicurezza, tutela e libertà religiosa a tutte le comunità presenti a Gerusalemme. In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma “X”, la polizia ha annunciato l’apertura di un’indagine e confermato l’arresto di un uomo di 36 anni. “In una città sacra per ebrei, cristiani e musulmani allo stesso modo – si legge su X – siamo impegnati a proteggere tutte le comunità e a garantire che i responsabili della violenza siano ritenuti responsabili”. L’aggressione alla suora francese ha suscitato una condanna internazionale immediata, in particolare da parte delle autorità francesi, della Santa Sede e di ambienti diplomatici e accademici.