Rinnovamento nello Spirito: Pasolini (Casa Pontificia) “la Chiesa dovrà chiedere scusa a tutti i Tommaso che non hanno creduto senza prima la prova di Gesù, ma che hanno cercato Dio, anche più di noi credenti”

Credit Mario Pinizzotto

(Rimini) “La pace si compie nei luoghi chiusi, come questo padiglione. Ma nelle nostre case spesso sono delle carceri, dove abbiamo tutto, comprese le paure che ci bloccano e ci impediscono di uscire. Però il Signore entra lì dentro e ci libera”. Lo ha detto il predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini, intervenendo questa mattina alla 48ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, in corso a Rimini fino a domani. Il cappuccino ha affrontato il tema della Convocazione, “Pace a voi” (Gv 20,21), parlando di libertà biblica e di senso di giustizia. “Libertà biblica di toglierci quelle etichette del senso di colpa o dell’odio verso coloro che ci hanno deluso e sono diventati nemici: noi abbiamo le chiavi per farli tornare vivi”, ha spiegato. E ancora, sul senso di giustizia: “Dio è in pace nonostante sia stata compiuta la più grande ingiustizia, quella dell’uccisione del Figlio, Gesù. Quel Figlio che a noi mostra le ferite per toglierci, come fosse una ‘ruspa d’amore’, il peso del senso di colpa e scacciare quelle tenebre che ci avvolgono”. Da qui nasce, per padre Pasolini, il perdono, inteso come scelta profonda e non a basso costo: “È una scelta che Dio ha fatto con grida e lacrime. Perdono è questo e possiamo farlo anche noi, con gioia, per liberare quelli che ci hanno ferito e renderli liberi, magari anche di ferirci ancora”. “Non più increduli ma credenti” è la speranza indicata per il futuro delle comunità cristiane. “In futuro – ha concluso padre Pasolini – la Chiesa dovrà chiedere scusa a tutti quei Tommaso che non hanno creduto senza prima la prova di Gesù, ma che hanno comunque cercato Dio, anche più di noi credenti. E se non lo hanno trovato, spesso è stato perché non sono stati accolti da qualcuno o in qualche posto e, in cambio del loro tentativo di cercare, hanno ricevuto tanta indifferenza”. Infine, un riferimento alle guerre in corso: “Purtroppo continueranno a scoppiare ancora, finché ci saranno quei potenti della terra che non hanno fatto la conoscenza dello Spirito Santo e della pace di Cristo”.

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