Missioni: padre Monge ai giovani, “perdono è il motore della riconciliazione”

(Foto Riccardo Monticello)

“Il perdono è il motore della riconciliazione e perdonare è una cosa semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo, poiché inizia dal prendersi cura di sé”. Come dice il domenicano padre Claudio Monge parlando alla platea dei Giovani di Missio, riuniti a Misano Adriatico: “Il primo passaggio del perdono è riconoscere la sofferenza altrui e non sentirsene unici detentori: ossia rinunciare ad avere il copyright della sofferenza. Un esempio clamoroso di questo è sotto gli occhi di tutti e non solo a partire dal 7 ottobre 2023 ma da decenni”. È l’esclusiva della sofferenza pretesa dal popolo ebraico di Israele. Padre Monge però precisa che “riconciliazione e perdono sono due momenti separati e non coincidono necessariamente”. Nel parlare ai giovani, seminaristi e non, riuniti a Misano Adriatico, padre Monge, che vive a Istanbul, ha detto: “La Turchia da decenni è il corridoio nel quale si ammassano le vittime: ci sono in Turchia un milione e 750mila siriani fuggiti dal loro Paese, nel frattempo sono arrivati migliaia di afghani e anche palestinesi. Pochi palestinesi, quelli che non sono lasciati a crepare nella gabbia di Gaza”. Nella sua lectio di ieri il domenicano aveva parlato dell’infinito potenziale dei giovani: “Abbiamo dentro di noi la misura dell’eternità ma spesso non la capiamo. La nostra vita corre e scappa ma corre dentro qualcosa di fermo: la nostra vita corre dentro Dio, poiché Dio è la sponda” e noi siamo il treno in corsa. In apertura dei lavori sono state ricordate quattro figure di persone vicine alla Fondazione Missio e ai giovani, che hanno indicato un cammino di vita piena, sebbene ora non siano più sulla terra: Antonella Mattei, padre Claudio Marano, Luca D’Amore e Giancarlo Piovanello. “Il loro tempo passato si rigenera di continuo”, dice Missio Giovani.

 

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