Otto marzo: Lancet Global Health, in Italia dati frammentati e monitoraggio incompleto sulla violenza contro le donne

L’Italia dispone di un quadro legislativo articolato sulla violenza sulle donne, ma mostra ancora un livello di riconoscimento e risposta limitato, frammentato e disomogeneo sul territorio nazionale. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su “Lancet Global Health”, che analizza otto Paesi – tra cui Italia e Spagna – evidenziando lacune nella capacità dei sistemi pubblici di registrare, riconoscere e rispondere ai bisogni delle donne che subiscono violenza. Il caso italiano è stato guidato da Flavia Bustreo, co-chair della Lancet Commission on Gender Based Violence and Maltreatment of Young People, con il contributo di Benedetta Armocida dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Lo studio rileva come la raccolta e l’integrazione dei dati in Italia siano ancora discontinui: nonostante la legge 53/2022 sul sistema statistico integrato, i diversi flussi informativi non dialogano pienamente e molti casi restano fuori dal perimetro istituzionale. Ne deriva un marcato “gap di riconoscimento”, ossia la distanza tra il numero di donne che subiscono violenza e quelle effettivamente riconosciute e prese in carico dai servizi pubblici. Secondo le stime del Global Burden of Disease 2021, la prevalenza della violenza fisica e/o sessuale da parte del partner negli ultimi 12 mesi in Italia è pari al 5,4% tra le donne di 15 anni o più.

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