In occasione della Giornata internazionale della donna, domani il Museo nazionale dell’emigrazione italiana (Mei) di Genova presenta un progetto video proiettato nel percorso museale che nasce da una domanda: perché “emigrazione” è un sostantivo femminile? A rispondere sono donne che, a vario titolo, si occupano di emigrazione nei rispettivi ambiti di studio, ricerca e lavoro. Il video raccoglie testimonianze che offrono una riflessione contemporanea sul significato dell’emigrazione, affiancate da immagini dedicate alle donne le cui storie sono già raccontate nel Museo e che evidenziano il ruolo femminile nelle vicende della mobilità italiana nel mondo. Tra le testimonianze video quelle di Roberta Ammendola, presentatrice del programma “Casa Italia” su Rai Italia; Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero; Delfina Licata, curatrice del Rapporto italiani nel mondo della Fondazione Migrantes; Anna Maria Saiano, console Usa a Genova e membro del cda del Mei. Tra i racconti del passato emergono figure come santa Francesca Saverio Cabrini, proclamata “Celeste patrona di tutti gli emigranti”, Eugenia Sacerdote, che dopo le leggi razziali del 1938 proseguì in Argentina la sua attività di dottoressa e ricercatrice, Lea Ottolenghi, rifugiatasi in Svizzera nel 1943 per sfuggire alle persecuzioni antiebraiche, e Lena Santospirito, nata in Australia da genitori siciliani e divenuta un punto di riferimento per la comunità italiana. Da un’idea del presidente del Mei Paolo Masini, la clip “restituisce la pluralità delle esperienze migratorie femminili: percorsi di lavoro, studio, fuga, incontro e costruzione di nuove comunità”, spiegano al Mei.