Diocesi: Milano, aperta fase diocesana del processo di beatificazione di Marco Gallo. “Incoraggia tutti alla santità”

“Non perdiamo l’occasione per dire che la vita di un ragazzo può essere una proposta di vita e che una morte tragica può essere un’occasione per far crescere l’attenzione e il desiderio di una partecipazione, con intima intensità, a ciò che stiamo vivendo e a ciò che Marco è stato ed è per noi. Celebriamo non la memoria di una persona ammirevole, esemplare e interessante per tanti aspetti, ma una proposta di vita con lo scopo di incoraggiare tutti noi alla santità”. È l’invito che l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rivolto alle moltissime persone riunite nella cappella del palazzo arcivescovile di piazza Fontana 2 e collegate da remoto con le dirette video e streaming per la prima sessione pubblica che ha aperto la fase diocesana del processo circa la vita, le virtù e la fama di santità di Marco Gallo. Il giovane, morto in un incidente stradale nel 2011 a Sovico (Mb) a soli 17 anni, aveva vissuto tra Lecco, alcuni centri della Brianza e Monza una breve ma intensa vita di fede maturata in famiglia e nella Gioventù studentesca del movimento di Comunione e liberazione.

“La ragione per cui Marco ha raccolto tanta simpatia e tanta attenzione – ha osservato mons. Delpini – è che è morto giovane. Questa tragedia della sua morte è un dispiacere: non c’è niente di bello nel morire, però il Signore è capace di trarre vita anche dalla morte e la morte di un giovane esemplare propone un’identificazione che dice a tutti coloro che vivono la giovinezza che questa via di santità è percorribile. Dunque, ringraziamo il Signore che ci ha qui convocati e chiediamo la luce per coloro che dovranno raccogliere le testimonianze e arrivare poi a una conclusione”. Poi il momento formale e giuridico con la preghiera dell’Adsumus, “impegnativa e solenne”, e la lettura, da parte del cancelliere arcivescovile don Marco Cazzaniga, del verbale della prima sessione con la successiva raccolta dei giuramenti dell’arcivescovo Delpini e dei membri della commissione d’inchiesta, detta anche “tribunale”: don Marco Gianola, delegato arcivescovile; don Simone Lucca, promotore di giustizia; mons. Apeciti, notaio attuario e responsabile diocesano del Servizio per le cause dei santi; il postulatore padre Andrea Mandonico. Tutti concordi nel sottolineare la fama di santità, espressamente ricordata dal presule, di Marco: i genitori, papà Antonio e mamma Paola, le sorelle Francesca e Veronica, i parenti, i compagni di classe, i professori e tanti amici. Ma anche diversi vescovi, tra cui il vicario generale ambrosiano mons. Franco Agnesi, il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, quello di Chiavari Giampio Devasini – Marco era nato nella città ligure il 7 marzo 1994 – e il vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca.

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