“Queste Olimpiadi invernali rappresentano un evento straordinario in un momento storico delicato, perché rendono visibili valori che oggi appaiono vulnerabili”. Con queste parole la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, ha raccontato la sua esperienza di tedofora. “È stata un’esperienza unica e di grande emozione soprattutto perché vissuta insieme agli studenti dell’Ateneo. È stato davvero toccante”. Lo sport riveste, infatti, “un ruolo importante nel delineare la nostra idea di Università come luogo di esperienza del sapere. Come ha detto papa Leone XIV “queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace’”. La professoressa Beccalli ha portato la Fiamma Olimpica in rappresentanza dell’intera comunità universitaria, consegnandola poi a un gruppo di studentesse e di studenti dell’Ateneo che hanno proseguito il percorso verso lo Stadio San Siro per l’accensione del Braciere Olimpico dei XXV Giochi Invernali e dare avvio alla tanto attesa cerimonia di apertura. Dal 2019 l’Università Cattolica del Sacro Cuore collabora con Fondazione Milano Cortina 2026 promuovendo numerose iniziative, attività e progetti che riflettono lo spirito dell’Ateneo da sempre attento a valorizzare le discipline e le pratiche sportive. “L’Università Cattolica vanta una lunga tradizione accademica nella formazione di professionisti dello sport, cominciata nel 1964 con l’istituzione dell’Isef, oggi corso di laurea in Scienze motorie e dello sport, con la laurea triennale in “Scienze motorie e dello sport” e la magistrale in “Scienze e tecniche del benessere e dello sport”. “Ritengo che lo sport condivida i medesimi valori dell’educazione: rispetto, impegno, inclusione, valorizzazione dei talenti. Sono i valori che noi educatori siamo chiamati a promuovere e che ogni giorno coltiviamo nella nostra università. Uno spazio per favorire il dialogo tra persone, popoli e culture. Uno spazio per educare alla complessità e al rispetto universale dei diritti, fornendo gli strumenti necessari per intrepretare la realtà, anche quella apparentemente più lontana. Uno spazio – conclude Beccalli – per educare all’impegno e per formare persone capaci di vivere le sfide trasformando le fragilità in risorse. Uno spazio dove si impara il valore del lavoro in squadra”.