Mutilazioni genitali femminili: Ue, “stop a questa grave violazione dei diritti umani, oppressione inflitta a donne e ragazze”

“Una grave violazione dei diritti umani, uno strumento di controllo e di oppressione inflitta a donne e ragazze, senza alcuna giustificazione medica, culturale o etica”: questo sono le mutilazioni genitali femminili secondo l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, la vicepresidente esecutiva Mînzatu e la commissaria Lahbib che oggi, nella Giornata internazionale della tolleranza zero, chiedono lo sradicamento di questa pratica. Sono oltre 200 milioni le donne e le ragazze nel mondo, di cui almeno 600.000 in Europa, sottoposte a mutilazione genitale. “Porre fine a questa pratica è essenziale per eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze e per rispettare l’impegno dell’Unione europea a favore della parità di genere”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta, in linea con quanto, nel Consiglio “affari esteri” della scorsa settimana, è stato ribadito: l’impegno dell’Ue a eliminare tutte le disuguaglianze di genere e le forme di violenza sessuale e di genere. Dal 2024 esiste una direttiva europea che impone agli Stati membri di criminalizzare le mutilazioni genitali femminili come reato autonomo, rafforzare la prevenzione, migliorare il sostegno alle sopravvissute e migliorare la raccolta dei dati, ricordano i leader europei. Ma serve “un’azione sostenuta e coordinata a livello globale, nazionale e locale”, con campagne di sensibilizzazione, impegno della comunità e partenariati con le organizzazioni internazionali. “Le norme sociali possono evolversi e i diritti umani possono essere protetti”, termina la dichiarazione.

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