Un nuovo cantiere di restauro per la cattedrale di Treviso, all’interno della cappella Malchiostro: è stato presentato questa mattina, 6 febbraio, il progetto “Pordenone, luce nuova” che vedrà il restauro degli affreschi, alle pareti della cappella, di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “il Pordenone”. Un intervento conservativo, reso possibile dal sostegno di “Save Venice”, organizzazione non profit americana dedita alla conservazione del patrimonio artistico di Venezia, che già aveva finanziato quattro anni fa il restauro dell’Annunciazione di
Tiziano. Da alcuni anni, infatti, ha allargato i suoi interventi anche in altre città del Veneto, tra cui Treviso, Padova, Belluno e Bassano. A portare il saluto del Comune di Treviso, il sindaco, Mario Conte che ha ringraziato don Paolo Barbisan, direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali e l’Arte sacra, per l’ennesima restituzione alla comunità di un’opera di grande valore. Il vicario generale della diocesi, mons. Mauro Motterlini, ha salutato i presenti e ringraziato tutti i professionisti e le realtà coinvolte, a nome del vescovo, mons. Michele Tomasi, mettendo in luce la sinergia tra soggetti diversi e il valore della cattedrale per la comunità cristiana. A sottolineare l’importanza di vigilare sulle operazioni di valorizzazione, nonché sul restauro delle opere, la Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova,
Treviso e Belluno, Marta Mazza. “Mi preme sottolineare che, al di là dell’indiscutibile valore della conservazione di questo importante sito – ha sottolineato don Barbisan -, la progettazione culturale sottesa a tutte le attività ha permesso alle molteplici competenze di esprimersi coralmente intorno alla cura e alla valorizzazione di questo luogo così particolare, mettendo in evidenza l’unicità del patrimonio storico-artistico in Italia, che costella in maniera così diffusa le nostre terre, e quanto sia capace di generare incontri di valore, di far scaturire relazioni feconde che contribuiscono a costruire comunità consapevoli, aperte e inclusive” ha detto don Barbisan, che ha citato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo cui “investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. E cultura è il rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo”.