Santa Sede: card. Farrell (prefetto Dicastero Laici, famiglia e vita), “non è cambiando le strutture della Chiesa che si riporteranno le persone a messa”

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

“Molti oggi pensano che la soluzione ai problemi della Chiesa sia cambiare le strutture, o cambiare i principi della dottrina o della morale cattolica. Questa però è una falsa soluzione. Non saranno questi ‘cambiamenti’ che riporteranno le persone a messa, o faranno rifiorire le vocazioni, o riavvicineranno i giovani alla Chiesa”. Lo ha detto il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, aprendo ieri, presso la Curia generalizia dei Gesuiti, a Roma, i lavori della terza Assemblea plenaria del Dicastero (fino al 6 febbraio). Il tema della plenaria è “Finché sia formato Cristo in voi” (Gal 4,19): La formazione dei laici alla vita cristiana e l’esperienza degli Incontri Mondiali”. Citando un suo intervento ad una riunione dei capi Dicastero della Curia Romana, nel 2022, alla presenza di Papa Francesco, il prefetto ha ricordato che “ciò di cui c’è particolarmente bisogno oggi, è la formazione ‘di base’ dei fedeli laici, cioè la formazione alla vita cristiana. Prima ancora della partecipazione sinodale ciò che manca oggi è la fede! Oggi, infatti, assistiamo a una crescita spaventosa del numero di persone che non conoscono affatto Gesù Cristo! E all’origine della vita cristiana c’è l’incontro con la persona di Gesù Cristo, un incontro che prima cambia il cuore dell’uomo, poi cambia la sua mentalità, poi converte il suo comportamento quotidiano, e quindi tutta la sua vita. Questa è la dinamica della fede”. Per il card. Farrell “ogni Chiesa locale, ogni diocesi, ogni singola parrocchia dovrebbe offrire, in modo permanente, percorsi di evangelizzazione e catechesi, di primo annuncio, di iniziazione cristiana, di formazione alla fede, di accompagnamento nella crescita spirituale”. In questa opera di evangelizzazione, di catechesi e di formazione alla vita cristiana, ha aggiunto il Prefetto, “c’è bisogno di una sinergia di tutte le componenti ecclesiali: pastori, laici, famiglie, celibi, consacrati, laici associati, movimenti, gruppi giovanili, strutture e programmi parrocchiali, come anche programmi online e ‘apostoli del web’”. Una parte importante di quest’opera, ha rimarcato, “è la formazione cristiana specificamente rivolta alle famiglie. Nel lavoro quotidiano del Dicastero emerge il grande bisogno di formazione cristiana degli sposi e di accompagnamento delle famiglie, fin dai primi anni di matrimonio”. “So bene – ha concluso – che non ci sono soluzioni semplici ed immediate. Ma è importante stimolare le Conferenze episcopali, le diocesi, i pastori e tutto il Popolo di Dio a interrogarsi seriamente su cosa fare per iniziare una nuova opera di formazione cristiana degli uomini e delle donne di oggi. I cambiamenti così rapidi che si verificano nel nostro mondo chiedono a tutti, anche a noi come Chiesa, di non rimanere fermi”.

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