Caritas Jerusalem “conferma di aver ricevuto una comunicazione ufficiale dal Comitato Interministeriale israeliano in merito al suo status di registrazione in base alla quale le Linee guida per la registrazione delle organizzazioni e l’emanazione di raccomandazioni per i loro dipendenti stranieri relative al periodo transitorio non sono applicabili a Caritas Jerusalem. La comunicazione afferma inoltre che qualsiasi precedente corrispondenza in merito è annullata”. La notifica, inoltre, chiarisce “lo status di Caritas Jerusalem e indica che il Comitato Interministeriale non sta avviando ulteriori procedure in merito alla nuova registrazione”. Dal canto suo Caritas Jerusalem “accoglie con favore questo risultato ed esprime il suo sincero apprezzamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa risoluzione positiva”. Una chiarificazione importante che consente all’organismo caritativo che fa capo al Patriarcato latino di Gerusalemme, di proseguire con maggiore serenità il proprio servizio a favore delle persone più vulnerabili, in un contesto segnato da una crisi umanitaria profonda e protratta.
Come è noto, nelle settimane scorse, Israele aveva comunicato a decine di ong che si occupano di assistenza umanitaria che, dal 1° gennaio 2026, non potevano più operare all’interno della Striscia di Gaza. Il motivo era da ricercarsi nel fatto che le stesse ong non avevano fornito a Israele le informazioni necessarie per provare che i loro dipendenti non avevano legami con gruppi e organizzazioni terroristiche palestinesi.