Corruzione: Calleri (Transparency International Italia), “negli ultimi anni calata la fiducia nelle Istituzioni”

“Negli ultimi anni assistiamo a un calo della fiducia nelle Istituzioni”: lo ha sottolineato, stamattina, Michele Calleri, presidente di Transparency International Italia, in occasione della presentazione a Roma dell’edizione 2025 dell’Indice della percezione della corruzione (Cpi) diffuso oggi da Transparency International.
Calleri ha evidenziato come “i cittadini percepiscano la corruzione come inevitabile”, portando a un “declino etico” e alla “fuga dei giovani”.
La percezione della corruzione comporta anche un “danno reputazionale”: “Per le istituzioni e le imprese, il coinvolgimento in fatti di corruzione genera danni d’immagine spesso ingestibili, soprattutto all’estero”, ha spiega il presidente di Transparency International Italia.
Calleri ha anche ricordato l’impegno dell’associazione nella lotta alla corruzione: “Transparency sta promuovendo accordi con università, associazioni di categoria e programmi di whistleblowing per assistere chi segnala illeciti. Sono attivi anche programmi specifici sulla sanità per evitare sprechi di denaro pubblico”.
Non potendo partecipare alla presentazione, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha inviato un messaggio: “Per il 2025, l’Indice di percezione della corruzione restituisce per l’Italia un quadro articolato che conferma la necessità di consolidare e rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione già avviate- ha sostenuto -. Negli ultimi 14 anni, il Paese ha compiuto dei passi significativi sul piano normativo e istituzionale: dalla legge anticorruzione del 2012, alla tutela del whistleblowing, fino al recepimento della direttiva europea del 2019. In questo contesto, è stato centrale il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha contribuito a rafforzare la disciplina degli appalti pubblici e a promuovere sistemi sempre più avanzati di trasparenza e di tracciabilità”. Per Urso, “la trasparenza non è un mero adempimento formale, ma una scelta politica decisa: è il presupposto per un’amministrazione pubblica forte, credibile ed efficiente, capace di rafforzare la fiducia tra istituzioni, imprese e cittadini. Rappresenta un elemento centrale della capacità complessiva del sistema di prevenzione della corruzione”. Affermando che “permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire con determinazione, pragmatismo e senso di responsabilità”, il ministro ha concluso: “La lotta alla corruzione resta una condizione essenziale per rafforzare la fiducia di famiglie e di imprese e sostenere una crescita solida e duratura”.

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