Riconoscimenti: Roma, assegnato il Premio europeo della giustizia “Beato Rosario Livatino” a Bessone, La Chioma, Luparello, Ricotta

Si è svolta, nei giorni scorsi, a Roma, presso il Palazzo pontificio Maffei-Marescotti, la seconda edizione del Premio europeo della giustizia “Beato Rosario Livatino”, ideato da Claudio d’Alelio Marescotti e promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Roma. L’iniziativa, nel giorno della memoria liturgica del beato Rosario Livatino, recentemente proclamato patrono dei magistrati italiani, ha posto al centro il rapporto tra giustizia, legalità, responsabilità morale e tutela della dignità umana.
“La carità non può essere separata dalla giustizia: tutelare i diritti significa proteggere, prima di tutto, i più deboli e indifesi”, ha affermato Francesco Prezioso, presidente del Consiglio centrale di Roma della Società di San Vincenzo De Paoli, richiamando la testimonianza di Livatino come esempio di coerenza tra fede, integrità professionale e servizio al bene comune.
Quattro i premiati di questa edizione. Il procuratore della Repubblica di Marsiglia, Nicolas Bessone, ha richiamato il valore della magistratura italiana nella lotta alla criminalità organizzata, sottolineando l’importanza dell’obiettività del pubblico ministero, del rispetto dei diritti dell’imputato e dell’ascolto delle ragioni della difesa. La magistrata Federica La Chioma ha posto l’accento sull’onestà intellettuale e sul valore del dubbio metodico come garanzia contro pregiudizi e possibili errori giudiziari. Graziella Luparello ha ricordato la modernità del metodo investigativo di Livatino, in particolare nelle indagini patrimoniali contro la criminalità organizzata, intrecciando la riflessione professionale con un’intensa testimonianza personale legata alla famiglia del magistrato. Per il giornalismo, il riconoscimento è andato a Maria Gabriella Ricotta, che ha ripercorso il sacrificio dei cronisti siciliani nella denuncia della mafia e illustrato il valore del docufilm “Falcone e Borsellino. Il fuoco della memoria” come strumento di educazione alla legalità e di impegno civile, soprattutto tra le giovani generazioni.
All’incontro è intervenuto anche Vincenzo Varagona, presidente dell’Ucsi, che ha espresso apprezzamento per un’iniziativa capace di valorizzare l’esempio di magistrati impegnati nella difesa della legalità: “In un momento in cui assistiamo ad attacchi indecorosi contro i giudici e la magistratura, questa iniziativa ci ricorda, con le parole sagge del giudice beato, che un credente deve innanzitutto dimostrare di saper essere credibile”.
Il Premio si è svolto sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e con il patrocinio dell’Unesco, dell’Anm, dell’Ofeact e dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana).

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