Un nuovo reparto dedicato esclusivamente ai bambini palestinesi che necessitano di interventi chirurgici programmati, evitando lunghi trasferimenti, permessi e attese ai checkpoint. È stata inaugurata il 29 ottobre, al Caritas Baby Hospital di Betlemme, la nuova Unità di chirurgia pediatrica diurna, denominata “Ala del Giubileo”, realizzata grazie al sostegno internazionale e all’impegno dell’associazione italiana Aiuto Bambini Betlemme. “Da oggi i bambini palestinesi che hanno bisogno di un intervento potranno essere operati a Betlemme, in un reparto pensato per loro, senza spostamenti, permessi e ore di attesa ai checkpoint”, scrive l’associazione veronese in un messaggio rivolto ai sostenitori, ricordando che il progetto è stato portato a termine dopo “tre anni di lavoro, la guerra e i blocchi stradali”. La nuova struttura colma una significativa lacuna nell’assistenza sanitaria della Cisgiordania. Finora molti bambini che necessitavano di operazioni chirurgiche dovevano essere trasferiti in ospedali non pediatrici o fuori dalla loro area di residenza. Il nuovo reparto consentirà invece di effettuare in sicurezza interventi in day surgery come tonsillectomie, drenaggi trans-timpanici e trattamento di ascessi, riducendo tempi di attesa e disagi per le famiglie.

(Foto Charitas Baby Hospital)
Durante la cerimonia inaugurale, svoltasi sotto il patrocinio del patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, è stato sottolineato il valore sanitario e sociale dell’opera. Il porporato ha definito la nuova ala “un segno di impegno e di dedizione alla pace”, aggiungendo che, nonostante il difficile contesto regionale, essa dimostra la capacità di “sognare il futuro” e costruire prospettive migliori per le nuove generazioni. Per Issa Bandak, direttore generale del Caritas Baby Hospital, l’apertura rappresenta “una tappa nella storia della medicina pediatrica in Palestina, Paese dove i minori sono oltre il 40% della popolazione”, mentre Emilio Benato, vicepresidente di Aiuto Bambini Betlemme, sottolinea che la struttura “non è stata costruita solo con mattoni e attrezzature, ma dalla fiducia di chi non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, anche in un tempo così buio”. Il progetto, costato 8 milioni di dollari, avviato nel 2023, sorge su un terreno della Custodia di Terra Santa ed è stato finanziato in gran parte da privati, fondazioni e diocesi attraverso le associazioni Aiuto Bambini Betlemme in Italia, Germania, Austria e Svizzera. Tra i principali sostenitori ci sono anche la Fondazione Peppino Vismara, l’Arab Fund for Economic and Social Development e l’Ufficio di rappresentanza della Svizzera presso il Territorio della Capitale Europea della Salute. “La vostra generosità ci ha permesso di arrivare fin qui. Ora siamo pronti ad accogliere i primi piccoli pazienti”, è il messaggio del dottor Ra’fat Allawi, primario del Caritas Baby Hospital. Con l’inaugurazione inizia la fase operativa. Medici dell’ospedale e specialisti esterni opereranno nella nuova unità; secondo l’ospedale, il primo bambino potrebbe essere operato già a gennaio 2027.