A seguito della grave crisi politico-istituzionale manifestatasi in Polonia nella notte tra venerdì e sabato scorso, la presidenza della Conferenza episcopale polacca (Kep) ha espresso “grande preoccupazione” per gli sviluppi della situazione, osservando che “il contenzioso in atto da tempo, relativo ai principi costituzionali della Repubblica, non giova all’unità e alla riconciliazione del popolo polacco, mentre il suo inasprimento porta a una profonda crisi dello Stato”. Nel comunicato diffuso sabato 31 ottobre e firmato dal presidente della Kep, mons. Tadeusz Wojda, dal vicepresidente, mons. Jozef Kupny, e dal segretario generale, mons. Marek Marczak, si sottolinea che “non spetta alla Chiesa dirimere le motivazioni dell’attuale contenzioso né indicare i responsabili della sua mancata ricomposizione“. Tuttavia, “per il bene del Paese e per la quiete sociale”, è necessario “avviare un dialogo costruttivo affinché si possano superare in maniera pacifica tutte le questioni difficili”. I vescovi, rivolgendosi “a tutti gli uomini di buona volontà che abbiano a cuore il bene del Paese”, chiedono di “sostenere ogni sforzo volto alla riconciliazione e alla ricomposizione fra i polacchi”. Ai fedeli, in particolare, rivolgono l’invito a “sostenere la Patria con la preghiera”. In conclusione del comunicato, i presuli esortano inoltre “a pregare per la luce e la saggezza dei governanti e di tutti i responsabili della vita pubblica, affinché compiano con sollecitudine il dovere supremo, che è il bene degli abitanti del nostro Paese”. “Chiedo a tutti di levare preghiere affinché il Signore possa trasformare i nostri cuori, rendendoli pronti alla concordia e alla riconciliazione”, ha scritto sui social media l’ordinario della diocesi polacca più antica, Gniezno, e primate di Polonia, mons. Wojciech Polak. Nel corso delle celebrazioni domenicali, appelli analoghi sono stati rivolti ai fedeli di tutto il Paese anche da altri presuli. Il cardinale Konrad Krajewski, da alcuni mesi metropolita di Lodz, durante la celebrazione della liturgia della Festa di Ognissanti, il 1° novembre, ha invitato a pregare “per la Polonia e per i responsabili delle sue sorti”, auspicando che “siano guidati dal desiderio del bene dell’altro, dall’amore e dall’umiltà”. Il cardinale si è rivolto anche ai quattro fratelli della comunità di Taizé, ospiti della diocesi. Ringraziandoli per la loro partecipazione alla vita della Chiesa di Lodz, ha ribadito il particolare valore della preghiera per la pace recitata dalla loro comunità. “L’altra notte molti polacchi non hanno dormito e, per questo, vi chiedo di pregare anche per il nostro Paese e per coloro che lo governano. Pregate per la loro saggezza e il loro giudizio, affinché portino alla pace e non alle divisioni. Ne abbiamo molto bisogno”. Domenica mattina, l’arcivescovo di Cracovia, il card. Grzegorz Rys, intervenendo nel corso del programma cattolico settimanale della televisione pubblica (TVP1), in occasione dell’80° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Karol Wojtyla, ha richiamato le parole pronunciate da Giovanni Paolo II sulla riconciliazione, che “non può essere meno profonda delle divisioni”. Ciò perché “ogni tentativo di ricomporre solo superficialmente le divergenze in atto porta a una tregua temporanea e non a una vera riconciliazione delle anime”. Il presule ha inoltre ammonito che “sfuggendo o cedendo al timore di definire le ragioni profonde delle divisioni fra i polacchi, la frattura tra le persone e la disgregazione della società diventeranno ancora più marcate”.