Verità, riparazione e responsabilità devono mettere al centro i diritti delle donne e delle ragazze Inuit coinvolte per decenni in pratiche di contraccezione forzata in Groenlandia. È quanto sostengono alcuni esperti indipendenti delle Nazioni Unite, dopo la pubblicazione di un rapporto dissenziente di 2 membri di un gruppo incaricato dal governo groenlandese di esaminare le ingiustizie storiche subite dalle donne Inuit. Il rapporto mette in dubbio l’esistenza di una politica intenzionale e sistematica delle autorità danesi e groenlandesi per l’inserimento senza consenso di dispositivi intrauterini (Iud) o per il controllo della crescita della popolazione. Gli esperti ricordano tuttavia di aver raccolto, durante una missione in Danimarca e Groenlandia nel 2023, testimonianze dirette di donne Inuit alle quali gli Iud sarebbero stati inseriti senza conoscenza o consenso, anche quando erano minorenni, con conseguenze fisiche e psicologiche durature. Danimarca e Groenlandia hanno già riconosciuto le sofferenze subite e presentato pubbliche scuse. Gli esperti chiedono ora che i percorsi di verità, risarcimento e riforma istituzionale siano costruiti con la partecipazione delle donne coinvolte, evitando ulteriori traumi. Sollecitano inoltre interventi per affrontare anche altre forme di violenza riproduttiva e ingiustizia, tra cui adozioni forzate e allontanamenti di bambini Inuit dalle famiglie senza consenso libero, previo e informato.