È iniziata la raccolta firme per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” promossa da Emergency per la campagna R1PUD1A. Nello scorso fine settimana sono state raccolte 9000 delle 50mila firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento. La legge chiede di riconoscere a tutti i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, quindi di potersi rifiutare di mettere a disposizione il proprio corpo, lavoro e consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni. L’obiezione riguarderebbe non solo l’eventuale servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi e strumenti destinati alla guerra. La proposta di legge di iniziativa popolare si compone di una relazione introduttiva e otto articoli ed è stata redatta con la collaborazione di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista, e Veronica Dini, avvocata. Prevede l’istituzione in ogni Municipio di un registro dell’obiezione. La dichiarazione sarebbe protetta dalla privacy e potrebbe essere revocata in qualsiasi momento.