“La pace non è un’utopia. Possiamo essere operatori di pace ogni giorno”. È l’appello della Consulta regionale di Pastorale della salute della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, presieduta dal vescovo Marco Brunetti, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale che si celebrerà il 10 ottobre.
Nel messaggio, firmato dal vescovo e da don Paolo Fini, incaricato regionale per la Pastorale della salute, si sottolinea come “siamo costantemente immersi in un clima di guerra”, “armata e verbale”, con “conflitti globali e regionali” e “luoghi di dolore dove la mitezza è confusa con l’arrendevolezza”. Per questo, “tra le nostre comunità si sta diffondendo un senso di angoscia globale, rendendo ancora più pesante il senso di precarietà, le carenze relazionali e spirituali in cui siamo immersi da anni”, viene sottolineato. “Dobbiamo rassegnarci al conflitto, alla distruzione nostra e del creato? Dobbiamo davvero convivere con l’angoscia quotidiana che aggredisce la salute mentale di tante persone, facendole sprofondare spesso in situazione di disagio, depressione, ansia, in un contesto di forte stress dei servizi di salute mentale per gli adulti e della neuropsichiatria infantile?”, gli interrogativi posti dalla Consulta regionale che invita ad “essere operatori di pace ogni giorno: quando rispettiamo e promuoviamo la dignità di ogni persona e del creato, quando scegliamo la mitezza e perseveriamo nel dialogo in modo costruttivo e paziente, quando riusciamo a perdonare e riconciliarci, quando siamo testimoni di speranza, consolazione e integrazione”. “Ogni azione di questo tipo, per quanto piccola, è un contributo alla pace che, aggiungendosi a molti altri, promuove un cambiamento culturale”, viene evidenziato. “Dobbiamo valorizzare l’importanza delle testimonianze e degli atteggiamenti di pace e fraternità che ogni giorno nei contesti di vita più diversi possiamo manifestare: sono piccoli germogli che possono dare grandi frutti, anche e soprattutto in termini di salute mentale”, l’esortazione conclusiva della Consulta regionale che richiama l’auspicio di Papa Leone XIV affinché “ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono”.