Pastorale: card. Zuppi, “la Chiesa è unita, riaccendere la passione di far comunità”

“La Chiesa è unita, pur essendo in molti popoli, segno di unità del genere umano. È un grande segno, che parla al mondo che sperimenta così tanto la divisione e pensa impossibile vivere insieme”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha sintetizzato l’esperienza dell’Anno giubilare appena trascorso. “La Chiesa è segno credibile che è possibile vivere in pace”, ha proseguito nella sua introduzione al Consiglio permanente della Cei, in corso a Roma fino al 28 gennaio: “È un dono che ci fa il Signore Gesù, che è la nostra pace! Non lasciamoci dividere dal clima di questo mondo e non portiamo nella Chiesa categorie mondane che non le appartengono, anzi la offendono e la indeboliscono!”. “Il popolo di Dio ha sete di unità, perché ha sete di fede, di autentica esperienza dello Spirito e della Chiesa”, la tesi di Zuppi: “È un’esigenza che diventa coinvolgente: ne abbiamo avuto prova con la firma il 23 gennaio scorso a Bari del Patto tra Chiese cristiane in Italia. Si deve conservare e sviluppare questo clima di unità e di comunione del Giubileo nella vita delle nostre Chiese locali”. “Ogni parrocchia, ogni comunità, deve interrogarsi su come divenire casa di pace, ricca di tutte le dimensioni spirituali, relazionali, caritatevoli, che la pace stessa ha”, l’invito sulla scorta del magistero del Papa: “Va riaccesa la passione di far comunità, di pensarsi insieme, che è anche difficile e faticoso, come tutte le cose impegnative, anche perché si tratta di condividere la fraternità in un mondo di persone abituate a vivere sole, a parlarsi in remoto, a fare girare tutto intorno all’io. In un mondo che scarta e si basa sulla convenienza e sulla prestazione anche questo ha un grande valore”.

 

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