Myanmar: Amnesty, “navi fantasma” portano il carburante per gli aerei. Sospetti sull’Iran

Il 2025 è stato l’anno in cui gli attacchi aerei della giunta al potere in Myanmar dal 1° febbraio 2021 hanno causato il maggior numero di vittime. Questo è stato reso possibile, secondo quanto verificato da Amnesty International – che monitora sin dal 2022 i rifornimenti destinati all’aviazione di Myanmar -, da un sistema di forniture marittime di carburante aereo attraverso “navi fantasma” che spengono i loro radar per evitare di essere tracciate lungo le rotte.
Dal luglio 2024, servendosi della collaborazione della piattaforma Kpler, Amnesty International ha individuato una serie di spedizioni approdate nei porti di Myanmar: sono state usate anche due navi, sottoposte a sanzioni da parte degli Usa, note per esportare petrolio dall’Iran. Le immagini satellitari esaminate da Amnesty International puntano a “una relazione tra Iran e Myanmar”.
Secondo i dati dell’Autorità portuale di Myanmar, nel 2025 ha importato 109.604 tonnellate di carburante aereo, il 69% in più rispetto all’anno precedente, nonostante le sanzioni che avrebbero dovuto impedire che tale prodotto raggiungesse lo stato asiatico. Tra la metà del 2024 e la fine del 2025 Amnesty International ha potuto confermare l’arrivo in Myanmar di almeno nove distinte spedizioni di carburante da parte di quattro navi, rilevando anche cambiamenti nelle modalità di trasporto. Una di queste è l’uso di “navi fantasma” che spengono i radar, una tattica nota anche come “andare al buio”, in alcuni casi anche trasmettendo dati falsi o manipolati sulla propria posizione. Queste navi, inoltre, cambiano nome, proprietario o stato di bandiera e spesso caricano carburante da altre navi al largo anziché nei porti e nei terminal.

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