Leone XIV: “il cammino sinodale della Chiesa cattolica è e deve essere ecumenico”

La missione di San Paolo “è anche la missione di tutti i cristiani di oggi: annunciare Cristo e invitare tutti ad avere fiducia in lui”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia dei secondi Vespri presieduti ieri pomeriggio nella basilica di San paolo fuori le mura, a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che – ha ricordato Leone XIV – “ci chiama ogni anno a rinnovare il nostro comune impegno in questa grande missione, nella consapevolezza che le divisioni tra noi, se non impediscono certo alla luce di Cristo di brillare, rendono tuttavia più opaco quel volto che deve rifletterla sul mondo”. “Noi siamo uno! Lo siamo già! Riconosciamolo, sperimentiamolo, manifestiamolo!”, ha esclamato il Papa ricordando il 1.700° anniversario del Concilio di Nicea, celebrato a livello ecumenico durante il suo primo viaggio apostolico in Turchia e Libano. Il cammino sinodale della Chiesa cattolica “è e deve essere ecumenico, così come il cammino ecumenico è sinodale”, ha ribadito il Pontefice sulla scorta di Papa Francesco: “Credo che questa sia una strada per crescere insieme nella reciproca conoscenza delle rispettive strutture e tradizioni sinodali”. “Mentre guardiamo al 2.000° anniversario della Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù nel 2033, impegniamoci a sviluppare ulteriormente le pratiche sinodali ecumeniche e a comunicare reciprocamente ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che insegniamo”, l’appello finale.

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