Giovani: Salesiani, a Lamezia Terme l’incontro regionale in vista della festa di don Bosco

In prossimità della festa di San Giovanni Bosco, si è svolta a Lamezia Terme, nella parrocchia San Raffaele Arcangelo, la veglia regionale del Movimento giovanile salesiano (Mgs), che ha riunito circa 300 giovani provenienti dalle diverse case salesiane della Calabria. Ad accompagnarli, i Salesiani di Don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice. Il titolo della veglia, “Don Bosco non ti manderà mai via”, ha fatto da filo conduttore a un percorso spirituale ispirato alla pagina della vita di don Bosco che racconta l’accoglienza del primo orfano a Valdocco: un ragazzo povero, infreddolito e senza sicurezze, al quale don Bosco aprì la porta di casa e del cuore. Una storia che continua a parlare anche oggi, diventando immagine concreta di tanti giovani che cercano ascolto, fiducia e un luogo dove sentirsi accolti.
Il cammino proposto durante la serata si è articolato attorno a tre immagini simboliche – i mattoni, la coperta e il fuoco – che hanno richiamato tre verbi centrali del carisma salesiano: accogliere, guarire, amare. Attraverso la Parola di Dio, i segni, il silenzio e la preghiera, i giovani sono stati invitati a riconoscere le proprie fragilità non come un limite, ma come un luogo in cui lasciarsi raggiungere dall’amore di Dio e diventare, a propria volta, casa per gli altri. L’ispettore dei Salesiani dell’Ispettoria meridionale, don Gianpaolo Roma, ha sottolineato come ogni vero incontro richieda il coraggio di mettere da parte le proprie sicurezze, abbattere le resistenze e non vergognarsi di cercare Gesù. Un invito forte rivolto ai giovani a lasciarsi toccare e guardare, perché solo ciò che davvero ci tocca diventa esperienza di vita e genera speranza. Tra le testimonianze quella di un giovane animatore salesiano che ha raccontato come l’educazione e la presenza quotidiana in oratorio, fatte di ascolto, responsabilità e semplicità, possano diventare segni tangibili di amore per i ragazzi, capaci di costruire relazioni autentiche e futuro. E poi la testimonianza vocazionale di una giovane Figlia di Maria Ausiliatrice  che ha condiviso come un incontro “profondo con l’amore di Dio, vissuto dentro una ferita personale, sia diventato origine di guarigione e di una scelta di donazione totale ai giovani”.

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