Giorno della Memoria: Roma, domani il ricordo di Angelo De Fiore “Giusto tra le Nazioni”

Rendere omaggio alla figura di Angelo De Fiore, alto funzionario di polizia proclamato “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato centinaia di ebrei durante l’occupazione nazifascista, mettendo a rischio la propria vita. È l’obiettivo dell’inaugurazione, domani 27 gennaio, alle 11, in occasione del Giorno della Memoria, de “Il Civico Giusto”, presso via Clitunno 26, nel cuore del Municipio II di Roma. A dare voce alla memoria sarà Mimmo Calopresti, regista e narratore, che accompagnerà il pubblico in un percorso di riflessione e testimonianza. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura: Andrea Giovannelli, capo Segreteria del coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; Francesca Del Bello, presidente del Municipio Roma II; Paolo Masini, ideatore e coordinatore del progetto “Il Civico Giusto”; Marco Fischetto, dirigente del II Distretto di Polizia Salario Parioli; Carlo De Fiore, figlio di Angelo De Fiore; Fabrizio Rufo, assessore alla Cultura del Municipio Roma II; Maria Grazia Lancellotti, coordinatrice del team di ricerca storica de “Il Civico Giusto”; Antonella Rossi, autrice del testo del team “Il Civico Giusto”. Saranno presenti anche gli studenti dei licei Bramante e Avogadro, coinvolti attivamente nel percorso di educazione alla memoria e alla cittadinanza. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Municipio II e dei partner coinvolti per la valorizzazione della memoria storica e la promozione dei valori di solidarietà, giustizia e inclusione. Attraverso il racconto di Angelo De Fiore e degli ebrei stranieri a Roma, “Il Civico Giusto” vuole essere un “segno tangibile di riconoscimento e di impegno civile, un luogo simbolico che restituisce dignità e voce a chi ha scelto il coraggio contro l’indifferenza”, dice Masini. Nato a Rota Greca, in Calabria nel 1895 e morto a Roma nel 1969, De Fiore fu vice‑questore e dirigente dell’Ufficio Stranieri della Questura di Roma durante l’occupazione nazista. In questo ruolo cercò di salvare centinaia di ebrei stranieri: manipolò pratiche, ostacolò la Gestapo e rifiutò di consegnare nomi per la rappresaglia delle Fosse Ardeatine e distrusse gli archivi che avrebbero potuto condannare molti perseguitati. Dopo la Liberazione ricevette il certificato di “Patriota” e fu questore in diverse città. Numerose città gli hanno dedicato monumenti, lapidi e commemorazioni, tra cui Roma, che nel 2018 ha posto una targa nella sua abitazione in via Clitunno 26.

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