“Il mondo è segnato da un’incertezza profonda, che suscita un senso di instabilità. Questo è vero non solo per gli osservatori più attenti o per le persone direttamente coinvolte, ma per tutti, perché costituisce un clima percepito anche da chi è distratto o inconsapevole”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, introducendo i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 28 gennaio. “È il clima di quella che Giorgio La Pira, anni fa e profeticamente, chiamava l’età della forza”, ha affermato Zuppi: “Questa non fornisce sicurezze, certezze e ordine, come si potrebbe credere, anzi! La forza, ancora di più se incredibilmente irride il diritto e i processi internazionali così faticosamente conquistati nei decenni passati, crea solo instabilità pericolosa a tutti i livelli e costringe a rinunciare alla via indispensabile del dialogo, del multilateralismo, del pensarsi insieme”. Di qui la centralità dell’allarme, recentemente lanciato dal Papa, sulla “debolezza del multilateralismo”, al quale si sta sostituendo una “diplomazia della forza”, in un momento in cui “la guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando”.