Diocesi: mons. Marconi (Macerata), “il potere della parola umana, e ancor più della Parola divina, è di aiutare chi brancola nel buio ad illuminare la realtà”

“Il potere della parola umana e ancor più della Parola divina, è quello di aiutare chi brancola nel buio ad illuminare la realtà ed a scoprirne il senso, distinguendo il vero dal falso, il bene dal male, ciò che crea comunione da ciò che divide gli uomini”. Lo ha detto ieri il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nell’omelia in occasione della Domenica della Parola di Dio e della festa di san Francesco di Sales, protettore dei giornalisti. Per il presule la Parola è “un grande dono, che può renderci sempre più umani, ma può diventare anche un’arma di disumanizzazione, quando la parola diventa menzogna, quando diventa inganno, quando contribuisce ad aumentare le tenebre invece di mettersi come luce al servizio del bene. Questa è la grande responsabilità di coloro che lavorano nel mondo della comunicazione”. Una Parola – ha detto il presule citando le letture domenicali – che “unisce la prima lettura con il Vangelo, è il nome ‘Galilea delle genti’. Questa espressione, che designava il luogo dove Gesù iniziò la sua predicazione, tradotto letteralmente si potrebbe comprendere come ‘circondario dei popoli’ o addirittura, con una bella immagine, ‘girotondo dei popoli’. Infatti, la Galilea era quella parte nord della Terra Santa in cui, fianco a fianco lungo le rive del lago di Tiberiade, si accostavano città pagane e città ebraiche”. Galilea delle genti, “confuso girotondo di popoli – ha aggiunto mons. Marconi – era un modo dispregiativo con cui gli ebrei di Gerusalemme, che si consideravano puri e perfetti, designavano questo territorio di convivenza di popoli diversi. Gesù la pensa proprio diversamente e viene a portare la Parola di Dio proprio in questo territorio, dove tante lingue umane e le culture di vari popoli si incontravano, si sommavano e cercavano ogni giorno di costruire una convivenza, difficile ma non impossibile. In questo stare fianco a fianco, provando a vincere la tentazione dello scontro delle culture e dei popoli, per diventare invece un territorio di incontro e di dialogo, Gesù vede una grande luce, donata dal Padre celeste all’umanità”.

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