Diocesi: mons. Gallese (Alessandria), “tutto questo ‘rumore’ non fermerà i progetti che abbiamo iniziato, la visita apostolica ci aiuterà a migliorare”

“Guardo al domani con Speranza: tutto questo ‘rumore’ non fermerà i progetti che abbiamo iniziato per voi e per la città. Anzi, la visita apostolica ci aiuterà a migliorare perché ciò che stiamo costruendo è la risposta più bella a ogni critica”. Lo ha affermato ieri sera il vescovo di Alessandria, mons. Guido Gallese, nel corso della veglia svoltasi a Casa San Francesco per iniziativa dei giovani della diocesi mossi dal desiderio di testimoniare la propria vicinanza al presule al centro di una forte pressione mediatica per la visita apostolica in corso.
Rinnovando l’impegno verso i poveri e gli studenti attraverso i progetti di Casa San Francesco e del Collegio Santa Chiara, il vescovo – si legge in una nota – ha indicato nella carità l’unica risposta possibile alle polemiche: “Vado avanti con ancora più determinazione, perché il male si vince solo con l’abbondanza del bene”. “Vi ringrazio tanto – ha rivelato il vescovo rivolgendosi ai presenti – per questa preghiera che avete organizzato per me, per sostenermi. Ne ho proprio bisogno! Ovviamente questi giorni non sono facili per me e le cose che mi alleviano sono il rapporto diretto con Dio e la preghiera e la vicinanza dei fratelli e delle sorelle che il Signore mi ha messo a fianco”. “Vedervi qui, sentire il calore della vostra preghiera mentre fuori soffia il vento della polemica, mi ricorda che la Chiesa è viva, è giovane, ed è fondata sulla roccia che è Cristo, non sulla sabbia dei titoli di giornale”, ha proseguito mons. Gallese, sottolineando che “in questi giorni, ovviamente, ho ripensato molto al mio percorso pastorale. Esso, per sua natura, non è una scienza, e, nonostante le buone intenzioni, non è possibile fare tutto giusto. Per tutto ciò che ho sbagliato, e magari nemmeno conosco, chiedo perdono. E, del resto, perdono anche coloro che hanno sbagliato nei miei confronti”. “Non c’è vita di Chiesa se non c’è perdono reciproco”, ha ammonito: “L’amore e il perdono costituiscono la trama della Chiesa. Questo è quello che manca nel nostro mondo dove troppo spesso si lascia spazio alla rabbia, al rancore, ad un’aggressione che è l’espressione, quasi il grido d’aiuto, dei vuoti e delle ferite che portiamo dentro”. “Tutti – ha continuato – abbiamo bisogno di amore e di responsabilità, che è la capacità di rispondere delle nostre scelte, sottoponendole al confronto con gli altri”. “Questa gogna mediatica che sto vivendo – ha confessato il vescovo – è dolorosa: vedere la propria vita passata al setaccio del pregiudizio, leggere termini denigratori che nulla hanno a che fare con la realtà dei fatti, fa soffrire. Tuttavia in questa sofferenza emerge la vera esperienza di Gesù sulla Croce che ha fatto della sua vita un’offerta amorosa, alla quale desidero associarmi”. Mons. Gallese ha assicurato che “il Collegio Santa Chiara continuerà a crescere: vogliamo che diventi sempre di più una casa dove i giovani possano studiare e sognare, trovando spazi nuovi e accoglienti. E soprattutto Casa San Francesco: questo luogo, donatoci dai Frati cappuccini per mantenerne viva la missione, si svilupperà sempre più come il luogo in cui il Cuore ferito di Gesù potrà guarire i tanti cuori feriti degli uomini, direttamente e attraverso il servizio dei fratelli”. Il vescovo ha concluso ringraziando “tutti coloro che mi hanno espresso la loro solidarietà, in primis le Istituzioni, i confratelli nell’episcopato, nel presbiterato, nel diaconato, gli amici e tutti quelli che lo hanno fatto anche senza che io li conoscessi. È stato per me commovente e mi ha dato grande forza: grazie a tutti, perché siete la mia forza!”.

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