Cammino sinodale: card. Zuppi, “non comprimere tutto nelle strutture che già esistono”

“Dobbiamo, con la fiducia nella forza dello Spirito, dare spazio a ciò che nasce e non comprimere tutto nelle strutture che già esistono”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha sintetizzato il mandato del Cammino sinodale della Chiesa italiana, che con l’ultima Assemblea generale della Cei ha concluso il suo primo periodo, avviando la fase della ricezione. Il documento di sintesi, ha ricordato Zuppi, “non è solo un punto d’arrivo, ma un punto di partenza: spetterà ai vescovi individuare percorsi e organismi capaci di sostenere il cammino che si apre, favorendo la crescita e la libertà nel discernimento di comunità e persone”. “È tempo che anzitutto noi vescovi, a livello di diocesi, di regioni ecclesiastiche e di Cei, raccogliamo i frutti di quanto emerso dal 2021 ad oggi e prendiamo con determinazione le decisioni opportune”, l’appello del presidente della Cei, che ha messo l’accento su “un certo scollamento tra la fede e la vita”, evidenziato dal card. Repole durante l’Assemblea di novembre, in cui venivano individuate alcune priorità: “La fede vissuta, testimoniata e celebrata; la comunità; l’impegno sociale e caritativo”. “Su di esse il gruppo di vescovi costituito dalla Presidenza su mandato di questo Consiglio ha proseguito il lavoro di riflessione”, ha reso noto Zuppi: “In queste giornate condivideremo i primi frutti e alcuni percorsi concreti di realizzazione”.

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