Papa a Matera: messa allo stadio, “non sempre sulla tavola del mondo il pane è condiviso”

(da Matera) “Non sempre sulla tavola del mondo il pane è condiviso; non sempre emana il profumo della comunione; non sempre è spezzato nella giustizia”. Il Papa ha cominciato l’omelia che conclude il Congresso eucaristico nazionale di Matera con un appello alla condivisione, sulla scorta della “scena drammatica” della parabola evangelica odierna: “da una parte un ricco vestito di porpora e di bisso, che sfoggia la sua opulenza e banchetta lautamente; dall’altra parte, un povero, coperto di piaghe, che giace sulla porta sperando che da quella mensa cada qualche mollica di cui sfamarsi”. “E davanti a questa contraddizione, che vediamo tutti i giorni, ci chiediamo: a che cosa ci invita il sacramento dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita del cristiano?”, la domanda di Francesco: “Anzitutto, l’Eucaristia ci ricorda il primato di Dio”, la risposta. “Il ricco della parabola non è aperto alla relazione con Dio”, ha spiegato il Papa: “pensa solo al proprio benessere, a soddisfare i suoi bisogni, a godersi la vita. Egli compiace sé stesso, adora la ricchezza mondana, è chiuso nel suo piccolo mondo festaiolo. Soddisfatto di sé, ubriacato dal denaro, stordito dalla fiera delle vanità, nella sua vita non c’è posto per Dio perché egli adora solo sé stesso. Non a caso, di lui non si dice il nome: lo chiamiamo ‘ricco’, lo definiamo solo con un aggettivo perché ormai ha perduto il suo nome, la sua identità è data solo dai beni che possiede”.

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