Una serata storica e di fede ha segnato domenica 21 giugno ad Acireale le celebrazioni per il centenario dell’arrivo della statua della Madonna di Loreto nel santuario cittadino a lei dedicato, luogo di riferimento spirituale e meta di continui pellegrinaggi.
La comunità parrocchiale, guidata dal parroco don Rosario Gulisano, ha voluto ricordare i cento anni di una presenza che ha segnato la storia religiosa della città: la fedele riproduzione della Vergine Lauretana che nel 1926 venne donata personalmente alla diocesi da mons. Ferdinando Cento, quarto vescovo di Acireale, poco prima della sua partenza come nunzio apostolico in Venezuela.
Le celebrazioni si sono aperte con una solenne concelebrazione eucaristica, alla presenza del vescovo, mons. Antonino Raspanti, e del vicario generale, mons. Agostino Russo. Tra i sacerdoti concelebranti anche due presbiteri originari della comunità di Loreto: don Orazio Sciacca e don Sebastiano Battiato.
A seguire, nel salone parrocchiale, si è tenuto un approfondimento storico affidato a mons. Giovanni Mammino, direttore dell’Archivio storico diocesano, che ha ripercorso il significato ecclesiale e il valore storico di quel gesto compiuto un secolo fa da mons. Cento.
Don Gulisano ha evidenziato come questa ricorrenza non rappresenti soltanto il ricordo di un anniversario importante, ma anche l’occasione per rinsaldare la relazione nata con Pollenza, città natale di mons. Cento e luogo d’origine dello scultore Manrico Marinozzi, autore della statua.
Tra i momenti più significativi della serata, il collegamento video con la comunità di Pollenza e con i familiari dello stesso scultore, che hanno voluto far giungere alla comunità acese un messaggio di vicinanza e gratitudine.
Mons. Mammino ha ricordato il significato profondo di quel dono, sottolineando come la statua della Madonna di Loreto rappresenti ancora oggi il segno concreto di un momento che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della diocesi. Fu infatti il gesto con cui mons. Cento salutò la Chiesa di Acireale dopo quattro anni di ministero episcopale, lasciando ai fedeli un autentico pegno d’amore e di gratitudine.
Il 20 giugno 1926 il presule volle donare il simulacro, accompagnarlo in processione fino al santuario e incoronarlo, chiedendo ai fedeli di ricordarlo nelle loro preghiere davanti a quella che lui stesso chiamava con affetto la “Bruna Madonnella”.
“La devozione verso la Madonnina Nera non appartiene soltanto alla nostra comunità parrocchiale — ha sottolineato don Gulisano — ma coinvolge tantissimi fedeli provenienti da tutta Acireale. È una devozione viva che continua ad aiutarci ad accogliere Gesù e a diventare sempre più autentici discepoli del Signore”.