“Pensiamo al sorriso di Monica e Giorgia. La morte non può cancellarlo. I ricordi belli vissuti insieme non muoiono: continuano a vivere nel cuore di chi resta”. Lo ha detto mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, nell’omelia pronunciata questa mattina nella parrocchia di San Francesco di Pegli durante i funerali di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal, madre e figlia genovesi morte il 14 maggio durante un’immersione in grotta nell’atollo di Vaavu alle Maldive, insieme ad altri tre sub italiani. Il presule ha indicato nella speranza cristiana il fondamento con cui affrontare il dolore: “La morte non ha l’ultima parola perché Gesù stesso ci dice: ‘Io vi preparo un posto. Voglio vivere con voi per tutta l’eternità’. Questo è il sogno di Dio: vivere con noi e farci vivere con Lui per l’eternità”. La grazia chiesta al Signore, ha concluso mons. Tasca, “è una sola: che ci aiuti a riconoscere la sua presenza in ogni circostanza della vita, anche nelle prove più difficili, anche nel dolore e nella morte”. All’inizio della cerimonia aveva preso la parola don Pierino Cattaneo, già parroco della stessa parrocchia, che aveva legato la sua testimonianza alla storia delle due donne. Monica Montefalcone era professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, biologa marina di respiro internazionale, catechista e ministro straordinario della Santa Comunione. Sul suo braccio era tatuata una frase del Salmo 23: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”. “Quel Signore di cui Monica si fidava – ha detto don Cattaneo – è venuto a prenderla proprio lì, in quel mare dove lei lo cercava nascosto nella bellezza del creato. E insieme a Giorgia, presa per mano, l’ha condotta nella sua casa”.