(Acerra) Il paradigma tecnocratico “è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse”. Lo ha detto il Papa, incontrando i cittadini di Acerra in piazza Calipari. “Lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte”, ha denunciato: “lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro”. “Se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”, l’invito, unito a quello di “lasciare al mondo figli e figlie migliori”. Di qui la priorità dell’impegno educativo: “Educazione dei giovani, certo, ma anche degli adulti; dei bambini, ma anche degli anziani; dei cittadini e dei loro governanti; dei lavoratori e dei datori di lavoro; dei fedeli e dei pastori: tutti abbiamo da imparare ancora”. Per il Papa, infatti, un patto educativo tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private “non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori”. Di qui il ringraziamento di Leone a quei “pionieri che, col loro impegno coraggioso, hanno per primi denunciato i mali di questa terra e hanno portato l’attenzione sulla realtà oscurata e negata del suo avvelenamento: penso in particolari ai membri delle associazioni ambientaliste”.