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Commissione Ue: Minzatu, “lotta alla povertà è responsabilità collettiva, bisogna accelerare”

(Strasburgo) Un europeo su cinque, pari a circa 93 milioni di persone, è a rischio povertà o esclusione sociale e tra i minori la quota sale a 1 su 4, per un totale che sfiora i 19 milioni in tutta l’Unione. Lo ha ricordato dall’emiciclo di Strasburgo la commissaria per i diritti sociali, Roxana Mînzatu, presentando in plenaria la strategia contro la povertà adottata lo scorso 6 maggio e ricordando che “la lotta alla povertà è una responsabilità collettiva”. “Per l’Unione europea è una situazione veramente inaccettabile che si sarebbe dovuto evitare”. L’Ue, ha aggiunto la commissaria, è in ritardo rispetto all’obiettivo di sottrarre 15 milioni di persone alla povertà entro il 2030: “Siamo a 3,7 milioni. Il tempo sta scadendo e dobbiamo accelerare”. Il pacchetto presentato nelle scorse settimane si articola in tre pilastri: una strategia comunitaria contro la povertà, il rafforzamento della garanzia per l’infanzia e la proposta sull’esclusione abitativa. “Il lavoro di qualità è la via più sicura per uscire dalla povertà”, assicura Mînzatu, annunciando consultazioni con le parti sociali e interventi sulla povertà lavorativa che riguarda circa l’8% degli occupati nell’Unione europea. Prevista infine anche una raccomandazione per migliorare l’accesso ai servizi, per accrescere la consapevolezza dei diritti di ciascuno. Sul fronte minori, “il miglior investimento è nei primi anni di vita”, ha affermato la commissaria, che sull’alloggio ha poi aggiunto: “Dobbiamo agire prima che le persone perdano la casa”.

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