“Il vostro è un impegno delicato. […] Grazie, dunque, per ciò che fate, a tutti i livelli, da quelli più noti a quelli più nascosti e quotidiani”. Ha espresso queste parole Papa Leone ricevendo in Vaticano i dipendenti Cei e loro familiari, accompagnanti dal presidente card. Matteo Zuppi. “Vorrei ricordare quanto è importante, per ogni istituzione, la fedeltà di ciascuno al proprio compito, agli impegni più ordinari: una pratica seguita con attenzione, una riunione preparata bene, la pazienza di un momento di ascolto prolungato, la dedizione nel rispondere a una richiesta, l’ordine e la cura stessa degli ambienti. Sono cose semplici, ma utili al bene di tutti e grandi davanti a Dio. Nella vita della Chiesa niente è piccolo se fatto con fede, con amore e con spirito di comunione”. Il Papa si è poi soffermato su alcuni aspetti dell’impegno dei dipendenti Cei. “Anzitutto la sua natura di servizio. I vari uffici in cui operate non sono strutture fini a sé stesse, ma strumenti con cui aiutate i vescovi e le Chiese che sono in Italia, perché i fili della comunione siano ben saldi e la trama del tessuto ecclesiale sia compatta, ricca di Vangelo e feconda di gesti di prossimità. È un compito di grande responsabilità: il vostro, infatti, è un ‘servizio al servizio’, un lavoro che sostiene altri lavori, un impegno che rende possibile il contributo di molti, una collaborazione che aiuta le Chiese locali ad annunciare la Buona Novella, a camminare insieme e a essere presenza viva del Signore, in questo Paese e nel mondo. Quello che fate – anche le attività più tecniche, amministrative o organizzative – è parte della missione di tutta la grande famiglia di Dio. Nella Chiesa, infatti, servire non è semplicemente svolgere una funzione, ma partecipare attivamente, come membra, alla vita di un corpo il cui capo è il Signore. Il centro, perciò, non siamo mai noi, i nostri uffici, i nostri programmi, ma è Lui, ed ogni attività trova senso quando aiuta, anche in modo umile e nascosto, all’incontro e all’unione con Lui”.